giovedì 6 giugno 2013

IN SCENA


ATTORI IN SCENA

ALESSIO, ARISTIDE, ANTONELLA,  BENEDETTA, FRANCESCA, LUISA, RICCARDO, STEFANIA

REGIA e CONDUZIONE LABORATORIO

FILIPPO VILLA

ORGANIZZAZIONE, SPAZI e COORDINAMENTO

Ass. Cult. SCARPANò

TESTI

Riduzione drammaturgica dei testi di 1984 di G.Orwell a cura di tutti Noi

GRAFICA

A cura di Alessio


Aiutoooooo! manca poco poco!!!!!!!!!!! comunque........comunque vada sarà un successo!!!!!!!!!

baci a tutti!

LETTERA APERTA AL PUBBLICO

Caro pubblico, 

queste poche righe sono scritte per Voi, per tracciare una linea tra ciò che avete visto, la nostra dimostrazione di lavoro, e quello che è stato il nostro percorso per arrivare a mostrare tutto ciò.
Quando abbiamo iniziato a lavorare il testo di 1984 una domanda sopra tutte ha bussato alla nostra mente: desideriamo attualizzarlo ai giorni nostri o restare fedeli al tempo del testo?

La tentazione è stata forte!

1984 di Orwell, se lo doveste cercare in libreria è allocato tra gli scaffali di fantascienza. Fantascienza?!? Forse allora, nel 1945 quando venne scritto, ma è difficile non riconoscere oggi lancinanti anticipazioni di ciò che è il mondo che ci circonda.

In 1984 si dice: la Verità è menzogna. Tutto è il contrario di tutto. Il Bipensiero come forma di controllo della realtà. E subito nelle nostre menti, intente a dare una forma a ciò che stavamo leggendo, si stagliavano le facce dei nostri politici che un giorno dicono una cosa ed il giorno seguente il contrario, facendo passare noi per stolti senza memoria.

1984 parla di controllo, schermi che osservano tutto, spie: e le nostre fantasie scivolavano ai Social Network in cui la moda sembra averci costretto a dichiarare tutto di noi stessi fino all’eccesso. Ai reality, che fanno file di aspiranti davanti alle loro porte, bramosi di essere osservati e spiati per qualche mese di fama.  Ed ancora ai nostri dati on line o sugli smart phone che navigano da un entità all’altra fuori ormai dal nostro controllo. Ad una privacy che viene sbandierata e rispettata solo dai piccoli, ma che in mano a grandi multinazionali, diventa una parolina priva di senso che si vende insieme a banche dati per pochi soldi.

1984 parla di un regime di paura: incutere PAURA è un metodo perfetto per esercitare potere. E questo oggi viene fatto praticamente tutti i giorni, sotto svariate forme. La paura può generare paralisi oppure determinare reazioni violente volte all’auto protezione. La paura mette gli individui gli uni contro gli altri, in una strenua lotta per la sopravvivenza, che però porterà alla non esistenza fatta di solitudine, di costante diffidenza, di omologazione e di comunque sempre presente paura. La paura ci fa dimenticare che il singolo dispone di risorse limitate e che solo nella collaborazione, nella condivisione , nell’aiuto reciproco le nostre personali stanze 101 possono rimanere sullo sfondo.

Potremmo proseguire ancora ed ancora ed ancora in un gioco di maschere e burattinai, di analogie e parallelismi.
Abbiamo deciso di mettere in scena il testo di Orwell così com’è senza attualizzarlo, nella paura di offendere e di banalizzare. La sua forza è il Non Tempo che lo rende universale. Ma queste poche righe, scusateci, abbiamo sentito il bisogno di dirle poiché da questo siamo passati per arrivare a ciò che avete visto.

Grazie, di essere stati qua, di averci ascoltato, di averci guardato. Sinceramente grazie.

E se possiamo  farci un augurio che sia: all’incontro, alla condivisione, alla vita, alla ricerca, alla passione ed al coraggio di guardare con occhi aperti e non velati da odio e pregiudizio  tutto ciò che ci circonda.


Buona serata a tutti Voi e buona danza.

NOI del Martedì